IL BLOG


IL MOVIMENTO REALE AL FOTOFINISH CON LO STATO DI COSE LATENTE.


mercoledì 15 marzo 2017

Giulio Mazzarino


Prenda pur volentieri per se altri tutta la stima; 
tu va in traccia per te d'una ferma, e robusta potenza.

lunedì 6 marzo 2017

Ευθανασία



Morale per medici – Il malato è un parassita della società. In una certa condizione è indecente vivere più a lungo. Il continuare a vegetare in codarda dipendenza dai medici e dalle pratiche loro, poi che è andato perduto il senso della vita, il diritto alla vita, dovrebbe attrarre su di sé un profondo disprezzo nella società. 

I medici, dalla loro parte, dovrebbero essere gli intermediari di tale disprezzo – niente ricette, bensì ogni giorno una nuova dose di schifo per i loro pazienti… Creare una nuova responsabilità, quella del medico, per tutti i casi nei quali l’interesse supremo della vita, della vita ascendente, richiede che si reprima e si sopprima senza alcun riguardo la vita degenerante – ad esempio per il diritto alla procreazione, per il diritto di nascere, per il diritto di vivere… Morire con fierezza, se non è possibile vivere con fierezza. 

La morte, scelta liberamente, la morte effettuata nel tempo giusto, con chiarezza e gaiezza, in mezzo a figli e a testimoni: in maniera che sia ancora possibile un reale congedo, quando chi si congeda sia ancora presente, come pure una reale valutazione di quanto si è conseguito e voluto, una somma della vita tutto questo in contrasto con quella meschina e orrenda commedia che il cristianesimo ha fatto dell’ora della morte. 

Non si deve mai dimenticare che il cristianesimo ha abusato della debolezza del morente per violentarne la coscienza, e del modo medesimo di morire per dare giudizio di valore sull’uomo e sul suo passato! – Qui si tratta, malgrado tutte le viltà del pregiudizio, soprattutto di fissare il giusto, ossia fisiologico apprezzamento della cosiddetta morte naturale: la quale, tutto sommato, è anche essa solamente una morte “innaturale”, un suicidio. Non si perisce mai a motivo di altro, ma di se stessi. Soltanto che la morte nelle condizioni più disprezzabili è una morte non libera, una morte in un tempo sbagliato, una morte da vili. 

Si dovrebbe, per amore della vita, - volere una morte diversa, libera, cosciente, senza casi fortuiti, senza sorprese… 

Infine un consiglio ai signori pessimisti e altri décadents. Noi non abbiamo nelle nostre mani il potere di impedire di venir generati: ma possiamo riparare a tale errore – poiché talvolta è un errore. Quando ci si sopprime, si fa la cosa più degna di stima che si dia: con questo, quasi si merita di vivere… La società, ma cosa dico! La vita medesima ha più giovamento da ciò che da una qualsiasi “vita” vissuta nella rinuncia, nella clorosi e in altre virtù – si è liberato gli altri dalla propria vita, si è liberato la vita da un’obiezione… 

Il pessimismo, pur, vert, si dimostra in primo luogo attraverso l’autoconfutazione dei signori pessimisti: si deve proseguire nella sua logica, non solamente negare la vita con la “volontà e rappresentazione”, come ha fatto Schopenhauer… Il pessimismo, detto per inciso, per quanto sia così contagioso, ciò malgrado non incrementa complessivamente la morbosità di un’epoca, di una generazione: esso ne è l’espressione. Si è esposti a esso, come si è esposti al colera: si deve di già essere abbastanza predisposti a esso. Il pessimismo medesimo non produce alcun décadent in più, rammento i risultati della statistica secondi cui gli anni in cui infuria il colera non si differenziano dagli altri in relazione all’ammontare globale dei casi di morte.

[F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli]

giovedì 23 febbraio 2017

Rivincita del Sole


1. “Die Kunst, das ist, Sie erinnern sich, ein marionettenhaftes, jambisch-fünffüßiges und – diese Eigenschaft ist auch, durch den Hinweis auf Pygmalion und sein Geschöpf, mythologisch belegt – kinderloses Wesen.” (Paul Celan, Meridian, S.2). In un’ora imprecisata e crepuscolare del tempo della fine avanza a passi incerti l’automa spettrale dell’arte d’avanguardia. Ha una sorprendente somiglianza con la figura marionettesca descritta da Celan in Meridian. Si agita freneticamente e, come ai tempi di Danton, maledice senza fine la teatralità di Robespierre, colpevole di essere diventata solo una crudele e dannata istituzione. Poi la triste marionetta si accascia non dando più segni di vita e lasciando senza risposta l’enigma di quelle maledizioni, che indicavano nell’arte come istituzione il male radicale, la materia perversa dell’arte. [...]

[Matarrese, F., Sul declino dell'arte d'avanguardia, prosegue qui]

lunedì 13 febbraio 2017

Μυθολογία


Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un'Europa a differenti velocità e che non tutti parteciperanno ai vari passi dell'integrazione europea.
[Fraus Merkel]

L’Europa, dopo Jünger, non è nulla più che “una peculiare opportunità per i Tedeschi”.
[Karl Löwith]

venerdì 10 febbraio 2017

Bazovica



Onore alle vittime di Basovizza:

Ferdo Bidovec, Fran Marušič, 
Zvonimir Miloš, Alojzij Valenčič